Questo è il regolamento degli spazi acquei personali riservati ai soci che ne fanno richiesta, fino ad esaurimento dei posti.

Regolamento delle Imbarcazioni dei Soci

Art. 1 Documenti di proprietà e di identificazione dei natanti, registrazione
Tutte le barche dei Soci che usufruiscono di un ormeggio o di un ricovero a terra devono essere iscritte nell’apposito registro che viene conservato in Segreteria, nel quale verranno annotate le loro caratteristiche.
Per ottenere l’iscrizione di una barca immatricolata (imbarcazione), il socio proprietario deve presentare copia della licenza di navigazione o documento equipollente. Per ottenere l’iscrizione di una barca non immatricolata (natante), il Socio deve autocertificare di essere il proprietario della barca di cui richiede la registrazione.
L’autocertificazione dovrà essere rinnovata ogni anno al momento del versamento della quota annua associativa ed avrà tutti gli effetti di un documento di proprietà di cui il socio assume la piena responsabilità.

Art. 2 Tipologia delle imbarcazioni
Nel rispetto di quanto previsto nello Statuto, possono usufruire gli ormeggi della darsena solo imbarcazioni tipiche veneziane in legno con armo velico o a remi. Le unità possono disporre di motore ausiliario non superiore a 9,9 hp Le imbarcazioni devono essere usate esclusivamente per uso diporto e non a scopo di lucro.

Art. 3 Indicazioni sul materiale di proprietà
I Soci sono tenuti a contrassegnare tutto il materiale di loro proprietà che si trovi nel cantiere o nella darsena in maniera che si possa individuare facilmente il proprietario. Al momento non sono previsti spazi a terra per il deposito del materiale amovibile (motori, vele, etc.).

Art. 4 Responsabilità civile
Le barche ricoverate a terra o agli ormeggi, rimangono sotto la esclusiva e completa responsabilità dei rispettivi proprietari (o di coloro che ne hanno l’uso). La ACG non potrà essere chiamata in nessun caso a rispondere per danni a persone o cose che dovessero derivare da manovre in acqua od a terra ovvero dal deposito, alaggio o varo dei natanti. Le imbarcazioni devono avere attiva una assicurazione danni verso terzi.

Art. 5 Manovre d’uscita e d’entrata
Ogni barca iscritta nel registro della ACG può lasciare gli ormeggi soltanto nel caso che a bordo vi sia il Socio proprietario oppure uno dei Soci comproprietari. L’inadempienza alle disposizioni del presente articolo costituirà violazione delle norme di buona condotta ed il Consiglio Direttivo potrà prendere nei confronti del Socio provvedimenti disciplinari che possono arrivare alla revoca della concessione dello spazio acqueo.

Art. 6 Spazi acquei ed a terra
Art. 6.1 Piano annuale spazi acquei ed a terra
Entro i limiti delle capacità ricettive della ACG ogni Socio ha diritto a non più di uno spazio acqueo o e di uno spazio a terra, sia come proprietario unico che come comproprietario di barca. Tutti i comproprietari di una imbarcazione devono essere soci della ACG. La sistemazione a terra è possibile soltanto per barche di limitate dimensioni. Eventuali deroghe potranno essere concesse dal C.D. eccezionalmente e transitoriamente.
All’inizio di ogni stagione e comunque entro il mese di marzo il C.D. approva, con apposita delibera, il piano annuale spazi acquei ed a terra. I Soci sono tenuti ad adeguarsi al piano, che avrà come finalità quella di ridurre al minimo i cambiamenti, nel rispetto sia dei diritti acquisiti dai Soci, e delle esigenze di assetto e ricettività della darsena.

Art. 6.2 Domande di sostituzione o di assegnazione di spazi acquei
I Soci che desiderino cambiare lo spazio acqueo già assegnato in via definitiva, con altro analogo ritenuto più favorevole, ovvero con altro di dimensioni diverse, dovranno versare contestualmente alla domanda una cauzione di 100,00 euro che verrà restituita dopo l’assegnazione del posto barca richiesto. I Soci che richiedano ex- novo uno spazio acqueo, od uno spazio a terra, sono tenuti a versare contestualmente alla domanda una cauzione di 100,00 euro. La cauzione verrà trattenuta come acconto sul pagamento della quota di entrata all’atto dell’assegnazione del posto. I Soci per entrambe le richieste dovranno presentare alla Segreteria della ACG una domanda scritta, che verrà protocollata. La domanda, a pena di nullità, dovrà indicare le misure (lunghezza, larghezza, pescaggio) della barca e la eventuale preferenza della zona di ormeggio. I Soci in attesa di assegnazione di un posto barca, se non più interessati, devono comunicare la loro rinuncia al CD il quale provvederà alla restituzione della cauzione. Le domande già presentate non possono essere modificate a posteriori. Ogni Socio non può avere in corso più di una domanda per spazio acqueo ed una per spazio a terra. Se la richiesta di spazio acqueo riguarda la barca di proprietà di più soci, la domanda di assegnazione del posto può essere formulata dal Socio non minoritario nella comproprietà. Lo stesso Socio viene posto in graduatoria secondo la sua personale anzianità e viene designato dai comproprietari quale loro rappresentante responsabile nei confronti del la ACG.

Art. 6.3 Graduatorie per assegnazione di spazi acquei ed a terra
In base alle domande pervenute verranno compilate, a cura del C.D.: una graduatoria dei richiedenti uno spazio acqueo ed una graduatoria di quelli che hanno richiesto uno spazio a terra. Ciascuna di queste graduatorie verrà costantemente aggiornata, pubblicizzata e resterà a disposizione in Segreteria per la consultazione da parte dei Soci. La classifica verrà redatta mediante l’attribuzione di un punto per ogni giorno di anzianità di tesseramento alla ACG e di un punto per ogni giorno dalla data di richiesta di assegnazione del posto barca. Per l’attribuzione del punteggio, l’anzianità di tesseramento s’intende ininterrotta ed in caso d’interruzioni verrà preso in considerazione solo l’ultimo periodo.
Esempio:
Simulazione punteggio raggiunto al 22/03/2016
Data di iscrizione alla società 03/02/2010
Data di richiesta del posto barca 05/05/2015
Punteggio di anzianità maturato 2239
Punteggio maturato dalla richiesta 322
Totale punti 2561

Art. 6.4 Tariffe
Le tariffe e le modalità di pagamento, su proposta del Consiglio Direttivo, vengono deliberate dall’assemblea dei soci.

Art. 6.5 Posti barca disponibili per assegnazione definitiva
Gli spazi acquei in darsena o gli spazi a terra s’intendono disponibili per l’assegnazione definitiva nei seguenti casi:
a) in caso di creazione di nuovi spazi acquei, a partire dalla data della relativa delibera del C.D.;
b) in caso di rinuncia da parte di un socio assegnatario, a partire dalla data di protocollo di arrivo della lettera di rinuncia;
c) in caso di spostamento del socio assegnatario ad altro spazio acqueo, a partire dalla data in cui il C.D. comunica ufficialmente all’interessato lo spostamento;
d) in caso di radiazione del socio assegnatario, a partire dalla data della relativa delibera del C.D;
e) in caso di revoca dell’assegnazione dello spazio acqueo o a terra da parte del C.D. per inosservanza di norme da parte del Socio a partire dalla data della relativa delibera;
f) in caso di morte del Socio assegnatario, dalla data di morte, dando priorità agli eredi e comproprietari ai quali verrà riassegnata la concessione di uno spazio acqueo o di uno spazio a terra analogo a quello goduto con le seguenti modalità:

all’erede in 1° grado già socio che entro tre mesi dalla data del decesso ne faccia richiesta;
all’erede in 1° grado non socio che entro sei mesi dalla data del decesso ne faccia richiesta, inoltri domanda di associazione e la stessa sia accolta dal C.D.;
al socio comproprietario della barca secondo le norme previste dal § 8 di questo articolo sulle comproprietà.

Art. 6.6 Assegnazione definitiva di spazi acquei o a terra
Entro 40 giorni dalla data di disponibilità di uno spazio acqueo o a terra il C.D. lo assegna in via definitiva al Socio che, al momento in cui lo spazio si è reso ufficialmente disponibile, si trovava al primo posto nella apposita graduatoria sempre che le misure della barca, per la quale il socio aveva fatto, siano compatibili. Il giudizio sulla eventuale inadeguatezza dello spazio spetta al C.D.. che si esprimerà dopo aver sentito il Socio interessato. Dalla data di comunicazione scritta di assegnazione al Socio neo – assegnatario sono concessi, pena la decadenza del diritto allo spazio (salvo deroghe eccezionalmente concesse dal C.D.), 30 giorni per versare le quote dovute e 60 giorni per occupare lo spazio con la propria imbarcazione. Dette modalità non si applicano quando trattasi di spostamento. In questo caso, lo spostamento deve avvenire, dalla data della comunicazione scritta, nel più breve tempo possibile e comunque non oltre 15 giorni (pena la decadenza del diritto allo spazio), salvo situazioni particolari che dovranno essere comunicate e documentate al C.D. Nei casi di non adeguatezza della barca allo spazio acqueo o a terra ovvero di spontanea rinuncia dell’assegnatario espressa per iscritto, o mancata occupazione dello spazio entro il tempo stabilito, l’assegnazione definitiva dello spazio acqueo o a terra spetta al Socio che occupa il posto successivo nella graduatoria. Il Socio a cui non è stato assegnato il posto per incompatibilità delle misure della barca, resta in graduatoria per l’assegnazione successiva di un altro spazio acqueo od a terra eventualmente disponibile in via definitiva. L’assegnazione di uno spazio acqueo o a terra è definitiva. Il C.D. ha tuttavia la facoltà di procedere a cambiamenti di spazio per motivi di particolare importanza, oltre che in occasione della riorganizzazione del piano annuale spazi acquei e a terra all’inizio di stagione o di lavori di riassetto della darsena. In caso di cambio posto il Socio ha diritto ad un posto analogo a quello precedentemente goduto.

Art. 6.7 Annullamento della concessione
Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di revocare l’assegnazione di un posto barca a terra o in acqua qualora il Socio assegnatario abbia ripetutamente trasgredito le norme del presente regolamento e/o le norme del regolamento sociale ovvero abbia avuto comportamenti contrari alle regole di civile convivenza.

Art. 6.8 Spazi acquei e a terra e proprietà delle barche
Lo spazio acqueo in darsena o a terra è assegnato ad imbarcazioni di socio unico proprietario ovvero di socio comproprietario in quota non minoritaria, designato come rappresentante responsabile dagli altri comproprietari che devono essere tutti soci della ACG. La comproprietà delle barche è sempre ammessa ma, ai fini associativi e per l’assegnazione dello spazio acqueo, è valida solo quella notificata dal Socio all’atto dell’iscrizione della barca al registro natanti. Nell’ambito della comproprietà, qualora il Socio rappresentante responsabile, che ha conseguito l’assegnazione del posto barca per effetto della sua anzianità, ceda la propria quota di proprietà, deve darne comunicazione scritta entro 15 giorni alla Presidenza della AGC. Il C.D. provvederà in questo caso a revocare la concessione dello spazio acqueo o a terra. In caso di morte del socio comproprietario, assegnatario di uno spazio acqueo o a terra, verrà concesso al socio comproprietario superstite ovvero al socio nominato rappresentante responsabile dai comproprietari superstiti, un posto barca analogo a quello goduto, purché il nuovo assegnatario sia tesserato alla ACG da almeno 5 anni e purché la sua condizione di comproprietario sia stata precedentemente notificata al C.D.. Poiché la presentazione al C.D. dei documenti di proprietà delle barche, previsto dall’art. 1 del presente regolamento, può comportare qualche difficoltà, ogni assegnatario è tenuto a rilasciare, sotto la propria responsabilità chiaramente espressa, dichiarazione scritta che attesti la proprietà della barca che occupa lo spazio acqueo, indicando, in caso di comproprietà, anche le quote di partecipazione alla proprietà. Il C.D. si riserva di richiedere successivamente ai soci assegnatari l’esibizione di opportuna documentazione ufficiale che comprovi i dati di proprietà indicati nella dichiarazione scritta di cui sopra. La mancata segnalazione della vendita della barca o di quota di barca, il mancato rilascio da parte del socio assegnatario della dichiarazione scritta di proprietà, la mancata esibizione su richiesta della documentazione ufficiale di proprietà, l’eventuale comprovata non veridicità della dichiarazione del socio, costituiscono violazione delle norme di buona condotta e lealtà, previste dallo statuto e dal presente regolamento, oltre che difetto dei requisiti richiesti per la concessione ed il mantenimento del posto barca. I soci che se ne rendessero responsabili sono passibili delle sanzioni disciplinari previste e della revoca della concessione dello spazio acqueo o a terra.

Art. 7 Ormeggio poppiero
L’ormeggio deve essere effettuato di poppa alla banchina galleggiante del cantiere del Consorzio Cantieristica Minore ed assicurato ai quattro pali disponibili.

Art. 8 Cavi d’ormeggio
I cavi d’ormeggio devono essere sufficienti e di diametro adeguato al tonnellaggio della barca al fine di garantire un ormeggio sicuro anche nei confronti delle barche vicine e non recare danno alle medesime. I soci assegnatari dei posti barca sono tenuti ad ispezionare periodicamente gli ormeggi e a verificarne l’integrità ed efficacia.

Art. 9 Uso delle banchine
L’accesso alle banchine della ACG è ammesso solamente per le operazioni d’imbarco e sbarco che non possono essere effettuate dal proprio posto d’ormeggio. Per nessun motivo i soci sono autorizzati ad accedere al pontile galleggiante del Consorzio Cantieristica Minore.

Art. 10 Uso del passino
Per accedere alle imbarcazioni i soci possono utilizzare il “passino” messo a disposizione della ACG. Una volta usato il passino per accedere alla propria imbarcazione o per trasferirsi dalla propria imbarcazione alla riva, il socio è tenuto ad ormeggiarlo nel posto barca predisposto. L’uso del passino è concesso solo al comandante dell’imbarcazione. Eventuali altri passeggeri dovranno essere imbarcati a riva. La manutenzione del passino è a cura della ACG.

Art. 11 Barche non pertinenti all’armamento della barca
I soci che giungono alla ACG con barchini o altri mezzi a motore e non, salvo diversa disposizione del Consiglio Direttivo, possono ormeggiare provvisoriamente nel proprio posto barca con l’avvertenza di non creare ostacolo alle manovre delle barche vicine. Dette barche non sono ammesse a fruire delle strutture sociali.

Art. 12 Spostamenti temporanei delle barche
Il C.D., a suo insindacabile giudizio, potrà, in qualunque momento, per misura d’ordine, di sicurezza o di necessità tecniche, cambiare temporaneamente il posto delle singole barche. Qualora per una delle ragioni sopraindicate si renda necessario tale spostamento, salvi casi d’urgenza, la manovra dovrà essere effettuata dal proprietario (o da persona da lui incaricata) preavvisato in tempo utile.

Art. 13 Responsabilità per gli ormeggi
I proprietari delle barche sono responsabili dei danni che dovessero arrecare alle barche adiacenti per incuria nell’ormeggio. Il Consiglio Direttivo potrà prendere provvedimenti nei riguardi dei Soci che sistematicamente trascurino i propri ormeggi.

Art. 14 Sistemazione degli ormeggi
La ACG provvede alla manutenzione delle paline. I materiali a completamento dell’ormeggio devono essere disposti dagli assegnatari.

Art. 15 Vari e alaggi di barche di Soci
La ACG declina ogni responsabilità per le operazioni di alaggio e varo delle barche effettuate dall’uomo della gru. Ogni associato è tenuto pertanto ad assistere e vigilare le operazioni di varo o alaggio della propria barca. Per i soci assegnatari di un posto barca, è concessa gratuitamente la permanenza a terra per manutenzione una volta all’anno, per un periodo massimo di giorni 5 (cinque). I Soci che hanno richiesto di fare manutenzione a terra delle loro barche devono rispettare i turni concessi ed in caso di mancato rispetto del termine dei cinque giorni concessi, sono tenuti a versare, a titolo di sanzione pecuniaria, la somma di 10,00 euro, per ogni giorno di ritardo.

Art. 16 Situazione d’emergenza ed interventi
Tutti i Soci sono tenuti a mettersi a disposizione e prestare la loro opera nel comune interesse, nei casi in cui si manifestino condizioni di pericolo grave che richiedano interventi d’urgenza agli ormeggi, alle barche e alle strutture ed impianti sociali.

Approvato dall’Assemblea Ordinaria dei soci del 22 aprile

Ricordati che oltre al Regolamento di Cantiere, le norme identitarie della società si trovano nello Statuto (clicca qui)

Regolamento di Cantiere

NORME DI CARATTERE GENERALE

Art. 1 – L’uso delle strutture sociali dell’Associazione Canottieri Giudecca è riservato ai soci in regola con le disposizioni statutarie e con il pagamento delle quote associative e che non siano stati sottoposti a provvedimenti disciplinari. Il socio è tenuto a dimostrare la regolare appartenenza alla società esibendo, a ogni richiesta del personale addetto, la tessera sociale con i timbri sui pagamenti mensili. I soci considerati morosi, trascorsi 6 mesi dal pagamento dell’ultima quota, sono sospesi da qualsiasi attività. All’interno di qualsiasi spazio sociale coperto, è assolutamente vietato fumare. I cani potranno entrare nella sede, ma dovranno essere tenuti al guinzaglio.

Art. 2 – I soci, nell’utilizzo delle imbarcazioni e nella permanenza nei cantieri si dovranno regolare in modo da consentirne la chiusura agli orari stabiliti. A tale fine, il rientro delle imbarcazioni dovrà avvenire, di massima, mezz’ora prima dell’orario di chiusura dei cantieri.

Art. 3 – Per particolari esigenze di allenamento, i soci agonisti potranno utilizzare le strutture sociali e le imbarcazioni anche al di fuori degli usuali orari di apertura, secondo quanto stabilito dalle regole di controllo degli accessi alla società disponibili nell’allegato A al regolamento.

Art. 4 – I soci agonisti si distinguono in (1) AGONISTI CANOTTAGGIO: sono quelli tesserati come tali presso le federazioni olimpiche, o comunque in procinto di esserlo, su indicazione dei responsabili di settore; (2) AGONISTI VOGA VENETA: soci in possesso di regolare certificato medico per attività agonistica specifica (voga veneta) che intendono allenarsi per partecipare alle regate comunali o particolari regate in rappresentanza della società.

Art. 5 – Gli spazi sociali, e in particolare quelli all’aperto, possono essere utilizzati per riunioni, anche conviviali (tipo pranzi o pic-nic), tra i soci. I soci interessati dovranno richiedere l’autorizzazione al direttore di cantiere, il quale darà le necessarie disposizioni per l’apertura e la chiusura della sede, qualora sia previsto che la riunione avvenga al di fuori dei normali orari d’esercizio. Riunioni o manifestazioni di più ampio respiro dovranno essere autorizzate dal consiglio direttivo.

Art. 6 – Le imbarcazioni possono essere normalmente utilizzate per un periodo di 1.5 (1 e mezza) ore; tale utilizzo potrà essere protratto a un massimo di 2 (due) ore compatibilmente con le richieste di altri soci e previa indicazione sul registro delle uscite all’atto del varo dell’imbarcazione. Per utilizzi di maggiore durata, sarà necessario ottenere la preventiva autorizzazione del direttore dei cantiere, di un consigliere o del presidente, che apporranno la loro sigla sul registro delle uscite.

Art. 7 – Fino al compimento del diciottesimo anno d’età, i soci che praticano agonisticamente la voga alla veneta possono allenarsi ospitando senza oneri un compagno di voga, purché vi sia reciprocità di comportamento da parte della società dell’ospite. I soci ordinari che si trovino nelle condizioni previste dall’art. 3 per chi pratica agonosticamente la voga alla veneta possono ospitare compagni di voga secondo le indicazioni contenute nelle regole di controllo degli accessi alla società disponibili nell’allegato A al regolamento. I non soci sono tenuti al pagamento di un contributo spese, secondo quanto stabilito dalle regole di controllo degli accessi alla società disponibili nell’allegato A al regolamento.

Art. 8 – Non è consentito al socio l’uso di paranchi, gru, macchine utensili, etc. In particolare, tutte le manovre di alaggio e varo sono di esclusiva competenza e responsabilità del personale addetto ai cantieri, salvo quanto previsto dal precedente art. 3.

Art. 9 – Il socio è tenuto a mantenere in ogni occasione un contegno dignitoso e a esprimersi con maniere e termini corretti. Deve inoltre concorrere a mantenere la disciplina e l’ordine nei cantieri e negli spogliatoi.

Art. 10 – È fatto obbligo a tutti i soci di indossare la divisa sociale nell’utilizzazione delle imbarcazioni. Canottiere, corpetti, magliette, tute, felpe, pantaloncini, k-way e quant’altro compone la divisa sociale vengono forniti dalla società, con l’eccezione di pantaloni lunghi bianchi o gonne bianche che i vogatori di voga alla veneta possono utilizzare in alcune occasioni. Ove la divisa sociale sia particolarmente in disordine o in condizioni non più accettabili, il direttore di cantiere o un qualsiasi componente del consiglio direttivo potranno invitare il socio a provvedere alla sua sostituzione.

Art. 11 I soci sono tenuti a rifondere eventuali danni provocati per imperizia o incuria alle imbarcazioni e ai materiali, con esclusione delle cause di forza maggiore. Il danno va annotato sul registro delle uscite.

Art. 12 – Le infrazioni al presente regolamento potranno essere punite a termini di statuto, a seconda della loro gravità.

 

SULL’USO DELLE IMBARCAZIONI

Art. 13 – I nuovi soci hanno l’obbligo di farsi assistere, nelle prime uscite, dall’istruttore di settore o da un socio di provata esperienza, fino a che, a giudizio degli stessi, non siano in grado di uscire autonomamente.

Art. 14 – I soci devono annotare nel registro delle uscite il tipo e il nome dell’imbarcazione, i nomi dei componenti l’equipaggio, compresi gli eventuali ospiti, le ore di uscita e di entrata; se già previsti, anche la destinazione o il tragitto.

Art. 15 – È dovere dei soci verificare, sotto il controllo del personale del cantiere e prima dell’uscita, il materiale affidato e la regolarità dell’armo e delle dotazioni di bordo, segnalando eventuali carenze o danni. Eventuali danni riscontrati, che non siano stati segnalati ai sensi del precedente articolo 12, verranno addebitati all’equipaggio che per ultimo ha usufrutto del materiale.

Art. 16 – Al rientro in cantiere, i soci avranno cura di lavare accuratamente, con acqua dolce e all’esterno del cantiere, l’imbarcazione usata e i remi, asciugandoli e riponendoli al loro posto. Nelle imbarcazioni di vela al terzo, la vela andrà accuratamente ripiegata su boma e picco.

Art. 17 – È vietato variare la dotazione di bordo o modificare la sistemazione dell’imbarcazione. È però possibile, per le imbarcazioni di voga alla veneta, utilizzare remi, forcole, pedane di proprietà privata, purché ciò non rischi di provocare danni. È consentito l’uso delle “penole” per fissare le forcole, mentre è assolutamente vietato inchiodare le pedane.

Art. 18 – Qualora gli equipaggi scendano a terra, sono tenuti ad avere la divisa sociale in ordine e a mantenere un contegno corretto. È assolutamente vietato lasciare l’imbarcazione incustodita o in luoghi inadatti, o ormeggiata senza parabordi.

Art. 19 – Per le barche da canottaggio (regolamentari e fuori scalmo) e per le canoe e i kayak è fatto divieto di percorrere i rii interni della città, fatta eccezione per il Canal Grande e il Rio di San Giobbe (o di Cannaregio).

Art. 20 – Le imbarcazioni propedeutiche o di tipo olimpico, sia di canottaggio che di canoa, sono riservate all’utilizzo delle squadre allievi e agonistiche, su indicazione del consigliere di settore o dell’allenatore. Eventuali utilizzi delle stesse da parte di soci esperti vanno preventivamente autorizzate dal consigliere di settore, sentito l’allenatore.

Art. 21 – Nell’utilizzo di canoe e kayak, i soci allievi devono sempre indossare il giubbetto salvagente. Prima dell’utilizzo delle imbarcazioni, i soci (l’allenatore per gli allievi) dovranno accertarsi che sulle stesse siano sistemati i sacchi di galleggiamento.

 

SULL’USO DELLE BARCHE APPOGGIO

Art. 22- Le imbarcazioni sociali d’appoggio devono essere utilizzate solo per le necessità delle squadre agonistiche e per le necessità operative dei cantieri.

Art. 23 – La conduzione dei mezzi d’appoggio è riservata a personale addetto ai cantieri, istruttori e allenatori, consiglieri, soci autorizzati dal presidente o dal direttore di cantiere.

Art. 24 – Al momento dell’utilizzazione dei mezzi appoggio i conducenti devono accertarsi che vi sia carburante sufficiente per le operazioni da effettuare. Al rientro, i conducenti devono lasciare carburante sufficiente per almeno mezz’ora di autonomia dell’imbarcazione, provvedendo altrimenti al rabbocco del serbatoio.

 

RICOVERO IMBARCAZIONI DI PROPRIETA’

Art. 25 – La Società, compatibilmente con lo spazio disponibile, può concedere ai propri soci, su richiesta, il ricovero di imbarcazioni di proprietà, esclusivamente a remi. Sono esclusi i natanti a motore, ancorchè ausiliario.

Art. 26 – La domanda di ricovero, contenente tutti i dati dell’imbarcazione, è sottoposta all’esame del consiglio direttivo.

Art. 27 – Il ricovero negli spazi utilizzabili è a cura della Società. La stessa si riserva il diritto di modificare la collocazione a suo insindacabile giudizio e senza necessità di alcun preavviso. La stessa, altresì, si riserva il diritto di revocare in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, la concessione.

Art. 28 – Il socio concessionario è tenuto al versamento di una quota, secondo gli importi e le scadenze determinati dal consiglio direttivo.

Art. 29 – La Società non si assume alcuna responsabilità per eventuali ammanchi o danni alle barche e al loro corredo.

Art. 30 – Il socio concessionario o la persona da lui delegata per iscritto all’uso dell’imbarcazione sono tenuti ad indossare la divisa sociale e a rispettare tutte le norme correnti della Società.

Art. 31 – La mancata osservanza di una qualsiasi delle clausole del presente regolamento da parte del socio o degli eventuali ospiti potrà comportare l’immediata sospensione della concessione, senza diritto ad alcun rimborso di quote eventualmente già pagate.

Art. 32 – Il direttore di cantiere, su richiesta, può concedere esclusivamente ai soci spazi scoperti per temporanee operazioni di manutenzione ordinaria, da effettuarsi a cura del proprietario, con la sola assistenza del personale per l’alaggio e il varo. Il personale indicherà al socio il periodo più adatto, che comunque non potrà superare i tre giorni utili, e consentirà l’alaggio solo previa esibizione della ricevuta di pagamento della quota prevista dal consiglio direttivo come contributo.

Art. 33 – Il direttore di cantiere può concedere per periodi limitati ospitalità a imbarcazioni da regata, purché almeno la metà degli atleti che le utilizzano siano soci. I non soci sono tenuti al pagamento, a titolo di contributo spese, di una quota pari a quella mensile ordinaria.

 

ALLEGATO A al Regolamento di Cantiere
Richiamo degli articoli 3, 4, 7 e 33 del regolamento di cantiere

 

REGOLE DI CONTROLLO DEGLI ACCESSI ALLA SOCIETÀ

ART A.1 – I soci agonisti di cui all’art. 4, al fine di ottenere permessi di cui ai successivi articoli, dovranno farne richiesta ai Consiglieri preposti (Voga Veneta e Resp. Cantiere) compilando l’apposito modulo (chiamato “GENERICO”), disponibile in segreteria. Una volta compilato il modulo va consegnato in segreteria o all’uomo di cantiere, o inserito nella cassetta delle lettere, all’esterno della società. L’acquisizione del permesso specifico richiesto, non è automatica alla consegna del modulo, ma verrà autorizzata in tempi brevissimi dai consiglieri preposti. Inoltre il permesso potrà essere revocato in qualsiasi momento. I nominativi verranno inseriti in una lista pubblica, esposta all’ingresso della società, tranne che per i permessi di tipo HOST di cui all’art. A.5 Tali permessi valgono per le necessità di allenamento di cui fa parte anche la possibilità di “provare” un nuovo compagno, in vista della stagione successiva.

ART A.2.1 – (PRO e PROK) ALLENAMENTO IN ORARIO DIVERSO DA QUELLO DI APERTURA DEL CANTIERE: per chi si trovasse nelle reali impossibilità di allenarsi negli orari previsti di cantiere, vi è la possibilità di richiedere il permesso di uscita fuori orario semplice (PRO) e con le chiavi della Società (PROK) con le modalità previste dall’art. A.1 e dai successivi A.2.2 e A.2.3.

Art A.2.2 – Se la società non sarà in grado di garantire l’apertura straordinaria in tali orari, verrà affidata una copia di chiavi per l’accesso alle strutture al capobarca, che dovrà utilizzarle solo ed esclusivamente per l’attività richiesta, pena la decadenza del permesso di uscita fuori orario.

ART A.2.3 – La richiesta di questo permesso va effettuata per l’intera stagione, ma anche per singole regate che richiedano un periodi di allenamento superiore a 1 settimana.

ART A.2.4 – Nel caso il permesso fosse richiesto e poi non più utilizzato per lunghi periodi i consiglieri preposti verificheranno la reale necessità di continuare ad usufruire del permesso da parte dell’interessato, e se necessario provvederanno a far decadere il permesso. L’ottenimento del permesso di uscita fuori orario non è da considerarsi un privilegio, ma un motivo di ulteriore responsabilità nei confronti della Società stessa.

ART A.2.5 – Per i soci di età inferiore a 18 anni, tale permesso deve essere richiesto solo se veramente necessario dai genitori e sarà possibile acconsentirlo solo se la società riuscirà a garantire l’apertura straordinaria o se il socio minorenne uscirà assieme ad uno maggiorenne (anch’egli socio e anch’egli provvisto di permessi di cui all’art. A.2.1).

ART A.3.1 – (PRO HOST) POSSIBILITA’ DI OSPITARE NON SOCI ESCLUSIVAMENTE PER LA PREPARAZIONE A REGATE: per la voga veneta è possibile ospitare un numero di non soci (in possesso di regolare certificato per l’attività agonistica) pari a metà dell’equipaggio per ogni singola imbarcazione. Tale richiesta dovrà essere presentata secondo le modalità previste dall’art. A.1 da un socio che si farà carico di spiegare le regole anche agli ospiti. Gli ospiti dovranno versare un contributo spese pari alla quota mensile ordinaria per ogni mese (o frazione inferiore) di allenamento presso la nostra sede. Qualora il periodo superasse i 2 mesi è da ritenere necessaria l’iscrizione del/i individuo/i alla società.

ART A.3.2 – Per nessun motivo il non socio potrà frequentare gli spazi sociali in orari non coperti dal personale di cantiere, a meno che non sia accompagnato dai consiglieri preposti o (nel caso estremo) da un socio in possesso del permesso PRO (di cui all’art. A.2.1)

ART A.4.1 – (EXTERNAL) UTILIZZO DI IMBARCAZIONI NON SOCIALI da parte di non soci: durante la stagione agonistica, capita che alcuni tipi di imbarcazioni (prevalentemente comunali) presenti nella nostra sede possa essere provato da non soci. In questo caso il socio responsabile dell’imbarcazione comunale in questione dovrà farne richiesta come previsto dall’art. A.1. Dovrà inoltre informare il non socio sulle regole della società e, che a titolo di contributo spese, dovranno essere pagati alla società 15.00 € per il varo, l’alaggio dell’imbarcazione e l’uso delle strutture (doccie, spogliatoi, quant’altro). Il socio inoltre verrà ritenuto responsabile del comportamento del non socio durante la sua permanenza in società.

ART A.4.2 – Per nessun motivo il non socio potrà frequentare gli spazi sociali in orari non coperti dal personale di cantiere, a meno che non sia accompagnato dai consiglieri preposti o (nel caso estremo) da un socio in possesso del permesso PRO (di cui all’art. A.2.1)

ART A.5.1 – (HOST) OSPITI PER PERIODI INFERIORI ALLE DUE SETTIMANE E PER SINGOLE USCITE: la richiesta va effettuata sempre secondo quanto stabilito dall’art. A.1.

ART A.5.2 – Vista la particolarità delle richieste possibili in questa situazione sarà l’intero Consiglio Direttivo ad istruire l’ospite (e il socio accompagnatore) sulle regole da mantenere.

ART A.6.1 – Nel caso di uscita fuori orario e possesso chiavi, il socio in possesso del permesso PROK di cui all’art a.1 dovrà farsi carico di chiudere a chiave TUTTE le porte, sia quelle di accesso ai capannoni, sia quelle di accesso agli spogliatoi. Per nessun motivo dovranno restare aperte le porte durante l’uscita in barca.

ART A.6.2 – Al rientro i soci di cui all’art precedente, dovranno, dopo aver ripulito le imbarcazioni, preoccuparsi di staccare le cinghie dalla gru (se il rientro avviene in orari non coperti dal personale di cantiere). Prima di uscire dalla società dovranno verificare che tutte le porte e le finestre siano chiuse e che tutte le luci siano spente.

ART A.6.3 – Per quanto riguarda l’utilizzo della gru si raccomanda di seguire alla lettera le istruzioni date, ricordando che nel caso la gru si rompa, viene gravemente danneggiata la società, quindi anche se stessi.

ART A.6.4 – I soci che intendono utilizzare i permessi di uscita fuori orario, dovranno indossare la divisa sociale durante le loro uscite (come peraltro previsto dall’ Art 10 del Regolamento di Cantiere), in quanto la società non è (e non deve dar l’idea di essere) una ditta che affitta imbarcazioni. L’uscita va annotata sul registro delle uscite.

ART A.7.1 – A seconda della gravità, ogni trasgressione alle norme indicate in questo allegato al Regolamento di Cantiere verrà punita dal consiglio direttivo con provvedimenti adeguati a seconda del caso, secondo quanto previsto dal regolamento di Cantiere e dallo Statuto, ovvero dal richiamo verbale alla radiazione dalla società.

ART A.7.2 – I nominativi dei soci che richiedono permessi di tipo PRO, PROK e dei non soci che richiedono il PRO HOST verranno riportati sulla lista affissa in bacheca.

Canottieri Giudecca

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